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Il Colosseo

Se vogliamo immergerci in uno scenario della Roma antica possiamo scegliere un itinerario tanto semplice quanto denso di storia. Raggiungibile facilmente con molte linee di autobus e con una fermata della Metropolitana B. 
A piedi da piazza Venezia, passando per Il Monumento al Milite Ignoto  (Altare della Patria), e prendendo la famosa Via dei Fori Imperiali voluta da Mussolini, dalla quale si possono ammirare  tutte le rovine della Roma Antica, si arriva al cospetto dell’Anfiteatro Flavio, conosciuto più comunemente come ‘Colosseo’,la gigantesca costruzione a pianta ellittica, con i suoi 48 metri di altezza che ha impressionato e affascinato gli uomini di tutte le epoche.
Il Colosseo contava quattro piani. Il primo era alto dieci metri e cinquanta con l’ordine delle semicolonne dorico. Il secondo era alto 11 metri e 85 con le colonne ioniche. Il terzo era alto 11 metri e 60 con l’ordine di colonne corinzie. Il quarto era invece una muratura piena con un sistema di pali per fissare il Velarium, un grande tendone che serviva per riparare gli spettatori dal sole. Scale e gallerie davano accesso ai vari settori della gradinate.
Non si conosce il nome del geniale costruttore, forse Rabirio, l’architetto di Domiziano, o un certo Gaudenzio. 
Il nome di Anfiteatro Flavio gli viene dalla famiglia Imperiale Flavia sotto la quale iniziarono i lavori. Infatti voluto dall’imperatore Vespasiano per celebrarne la grandiosità dell’impero, nell’anno 72 d.c vennero iniziati  i lavori che furono terminati da Tito (suo figlio) nell’anno 80 d.c..
 Rivestito tutto di marmi e con statue che ne abbellivano le arcate, oggi bisogna solo immaginarlo, ma lo stesso non ha perso tutta la sua maestosità. Molti di quei marmi e statue sono state usate per abbellire le case patrizie dei principi e papi che nella Roma papalina ebbero la residenza.
Il Colosseo fu costruito in una valle tra i colli dell’Esquilino, del Palatino e del Celio prosciugando un laghetto utilizzato da Nerone per la  Domus Aurea. 
Non c’era vittoria militare, festa religiosa, anniversario che non fosse festeggiato con combattimenti sanguinosi, e giochi vari. I giochi (ludus) potevano essere di quattro tipi: ‘teatrali’, ‘circensi’, ‘atletici’ e ‘venatori’.
  Nell’Anfiteatro Flavio, l’arena più famosa del mondo antico, si svolgevano i combattimenti con i gladiatori (muner), le rappresentazioni di caccia (venationes) e all’inizio anche le battaglie navali. In età imperiale ci furono anche donne gladiatrici, fino al 200 d. C. , quando Settimio Severo proibì loro di combattere. Nell’arena si eseguivano anche le esecuzioni capitali ma non è provato storicamente che vi sia avvenuto il martirio dei cristiani. 
Le manifestazioni erano di vario tipo, a volte crudeli e a volte ricordavano gli spettacoli circensi con gli animali ammaestrati.
In ogni caso, ogni spettacolo richiedeva una grandissima ed efficace organizzazione e determinava dei costi molto alti.
 E come oggi nei moderni stadi il tifo per i propri beniamini è enorme, anche all’ora i gladiatori erano delle ‘Star’, solo che a differenza di oggi, ne morivano a centinaia per ogni gioco per il divertimento del pubblico.
Nel 313 d.C. l’imperatore Costantino vieta i combattimenti tra gladiatori e proclama il Cristianesimo religione ufficiale dell’Impero. Nel corso del tempo vari terremoti ne hanno distrutto delle parti, tanto che abbandonato, divenne prima luogo di sepoltura e poi di abitazioni.
Nell’alto medioevo il Colosseo diventò fortezza dei Frangipane e degli Annibaldi fino al 1312, quando intervenne l’imperatore Enrico VII che lo riconsegnò al Senato e quindi al popolo romano.
 Altri terremoti e incurie hanno fatto cadere altri  massi, e dal quattrocento in  poi il colosseo divenne ‘cava’, utilizzando i suoi marmi, pietre, colonne, per costruire parte delle ville di Roma e del porto di ripetta. Famoso il detto del ‘Pasquino’: ‘Quel che non fecero i barbari lo fecero i Barberini’.
 Nel Giubileo del 1750, indetto da Benedetto Quattordicesimo, per la prima volta si svolse la Via Crucis al Colosseo. Una tradizione che ancor oggi è seguitissima anche in mondovisione, da tutti coloro che non possono parteciparvi di persona.

Piccole curiosità sul Colosseo.

Nei secoli  scorsi circolava la voce che il Colosseo nascondesse un tesoro e per questo per ben tre volte ci fu chi ottenne il permesso di scavare. L’ultima volta nel 1864, ma dopo molti giorni, non trovando che ossa di animali e l’acqua che immediatamente proruppe intorno agli scavi, si dovette rinunciare all’impresa.
Più importante invece il fatto che il Colosseo fu una sorta di preziosissima serra naturale piena di rare erbe utili a fini magici e terapeutici. Nel 1873 il botanico Deakin pubblicò il testo ‘Flora of Colosseum’, nel quale enumerò ben 420 specie vegetali presenti all’interno del monumento, di cui alcune introvabili nel resto del territorio capitolino. La vegetazione era talmente ricca che la possibilità di farne raccolta era sorteggiata con gara d’appalto.
Il 7 luglio 2007 a Lisbona durante un megaspettacolo nello stadio Luz, i cui diritti sono stati venduti a decine di emittenti, con un pubblico potenziale di 1,6 miliardi di spettatori, sono stati eletti Nuove Sette Meraviglie del Mondo:
Il Colosseo
La Grande Muraglia cinese
L”antica città giordana di Petra
La Statua di Cristo Redentore di Rio de Janeiro in Brasile
Le Rovine Inca di Machu Picchu in Perù
La Piramide Maya di Chichen Itza in Messico
Il Taj Mahal (India)
La data, il 07/07/07 (7 luglio 2007), ovviamente non è stata scelta per caso: tutti sette come appunto le ‘Nuove Sette Meraviglie’.

Ricordiamo quelle del mondo antico:
I giardini pensili di Babilonia,  probabilmente la più antica fra le sette meraviglie. Si racconta che la regina Semiramide vi raccogliesse rose fresche in ogni stagione.
Il Colosso di Rodi, una enorme statua bronzea situata nell’omonima isola greca.
Il Mausoleo di Alicarnasso, una monumentale tomba dove riposa il “Satrapo” o “Mausolo”, situata ad Alicarnasso, città greca (odierna Bodrum in Turchia situata sulla costa Sud-Ovest).
Il Tempio di Artemide ad Efeso, nell’odiernaTurchia.
Il Faro di Alessandria in Egitto, che una volta rischiarava la via ai mercanti che si approssimavano al porto.
La Statua di Zeus ad Olimpia, grandiosa testimonianza di arte religiosa, oggi ridotta in rovina.
La Piramide di Cheope a Giza, immensa dimora di riposo eterno del faraone, glorificazione delle sue imprese in vita.
Tutte costruite più di 2000 anni fa, furono contemporaneamente visibili solo nel periodo fra il 250 a.C. ed il 226 a.C.; successivamente andarono ad una ad una distrutte per cause diverse; solo l’imponente Piramide di Cheope sopravvive ancora oggi.

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